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5月5日 Carlo che scrive lettere d'amoreCarlo che scrive lettere d'amore Regia: Mauro VillaniSceneggiatura: Giuseppe Rizzo Fotografia, Aiuto Regia, e Tanto Altro...: Manuel Antonucci Make-Up: Rosathea Pontecorvo Scenografia: Carla Spaziani Montaggio: Mauro Villani Interpreti: Franco Lucchetti, Silvia Proietti Mercuri, Andrea e Aurora De Carolis Il trailer del mio nuovo cortometraggio è visibile a questo indirizzo: http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=56868891 ![]() 1月16日 DIECIMINUTI FILM FESTIVAL 2009Good Morning Mr. Frank, con Franco Lucchetti e Aurora De Carolis, vince il Dieciminuti Film Festival 2009 (Sezione Visti da Vicino).
(Il Trailer è visibile su http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=50341692)
5月17日 That's FlairThat's Flair
Enrico e Giorgio in azione. Video realizzato per la barmanagnecy.
Il video è visibile anche sul sito www.starsofthebars.tv (barmanagency promo)
5月2日 Somers TownUno dei film più belli del 2006 (This is England) in Italia non è mai uscito. Il regista Shane Meadows adesso ha fatto un altro film intitolato "Somers Town" e Thomas Turgoose, straordinario bambino prodigio sempre di This is England (lo dicevo che era un grande), ha vinto per quest'ultima interpretazione il premio come migliore attore al Tribeca.
Ora mi domando e dico: "Io dove cazzo lo vedrò mai questo film visto che in Italia i distributori hanno sempre gli occhi foderati di prosciutto??? This is England aveva vinto il premio della giuria alla festa di Roma e questo ha vinto premi al Tribeca...bah, boh...speriamo che in qualche modo riuscirò, ciao.
3月28日 Good Morning Mr.FrankTerminata la lunga ed estenuante fase di post-produzione del mio ultimo cortometraggio lampo. Ringrazio Franchino, che ha dato vita ad un Mr. Frank intenso ed ironico, e Aurora, per aver partecipato senza preavviso e per essere stata lo stesso bravissima nell'interpretare la parte con il piglio giusto (open the door e good morning a parte........
1月28日 Into The Wild...Nelle Terre SelvaggeINTO THE WILD
Nelle terre selvagge, nelle terre estreme dell'Alaska a stretto contatto con la natura, con la voglia di evadere dalla routine quotidiana e provare emozioni forti e profonde che riescano finalmente a farti sentire davvero vivo.
Terminati gli studi un giovane ragazzo benestante decide di abbandonare "egoisticamente" la famiglia e la richezza per compiere uno straordinario viaggio negli sconfinati paesaggi americani. E' così che Christopher McCandless diventa improvvisamente Alex Supertramp. Difficile non farsi sfiorare dal pensiero di preparare di corsa lo zaino e condividere con lui la magnifica avventura. Alex viaggia all'interno di se stesso immerso in paesaggi mozzafiato, tramonti colorati, animali selvatici, strade immense gelide e deserte, conosce persone con le quali instaura forti legami d'amicizia senza però che esse possano trattenerlo o in qualche modo ostacolarlo nel raggiungimento dell'obiettivo principale: l'Alaska. Alex non ha quasi mai ripensamenti, per lui non esiste la carriera, non contano nè il successo nè le cose materiali. Vive la sua vita alla giornata, in completa libertà, fuori dagli schemi e lontano dalla monotonia e dalla meccanicità della società che da sempre lo ha intrappolato. "Non puoi vivere di sole bacche - Non so se voglio vivere di altro", è la frase che riassume fedelmente più di ogni altra il pensiero del coraggioso, ma forse un pò ingenuo ed inesperto, protagonista. E' proprio la sua voglia di vivere in condizioni estreme che lo porterà infatti ad affrontare situazioni troppo pericolose.
Per tutta la durata del film quella che si respira è un'aria fresca, pura e incontaminata contrapposta a quella soffocante e stressante delle metropoli.
Colonna sonora stupenda e quanto mai appropriata, regia di Penn particolare ma efficace e Hirsh decisamente in palla per un film che risulta essere a mio parere uno dei più belli e riusciti dell'ultimo anno.
Sono convinto che in ognuno di noi ci sia nascosto un Alex Supertramp.
Nolan ricorda Heath Ledger"Una notte sulla LaSalle Street di Chicago stavo preparando una scena, un giovane passa sul set con il suo skateboard. In silenzio maledicevo la notte in cui Heath Ledger si fece un giro sul suo skate con il make-up del Joker, preoccupandomi di cosa avrebbero detto i fan di Batman riguardo al Joker su uno skateboard. Lo seguirono molti altri giovani della nostra troupe, senza sapere neanche perché portavano a lavoro i loro skate. Questo è vero carisma. Invisibile e naturale quanto la gravità. E questo è ciò che Heath aveva.
Heath era pieno di creatività. Una volta mi raccontò di come lui preferiva aspettare prima di accettare un altro ruolo, finchè non era “affamato di creatività”, finchè non ne sentisse nuovamente il bisogno. Portò questo suo modo di fare ogni giorno sul set. Non ci sono molti attori che ti fanno vergognare di quanto spesso ti lamenti del fatto che fai il miglior lavoro del mondo. Heath era uno di loro. Un’altra volta stava girando una scena molto complessa insieme ad un altro attore. Avevamo due giorni per concluderla; al termine della prima giornata, avevano trovato veramente il modo giusto di fare quella scena, ed Heath, preoccupato del fatto che il giorno successivo si sarebbe persa stessa “magia”, decise di terminarla lo stesso giorno. Non è facile far lavorare la troupe fino a tardi quando si sa che si avrebbe moltissimo tempo il giorno seguente. Ma tutti avevano capito che Heath aveva qualcosa di speciale quella sera e che avremmo dovuto catturarlo prima che sarebbe sparito. Mesi dopo, scoprii che quando lasciò il set quella notte, in segreto chiese grazie all’intera squadra per aver lavorato fino a tardi. In silenzio. Non per dimostrare qualcosa, era semplicemente grato per la chance che gli avevano dato di creare qualcosa di speciale. Quelle notti a Chicago facemmo molti stunt. Solitamente per molti attori, questi momenti possono essere noiosi, ma Heath ne rimaneva affascinato, aspettando il momento in cui l’avremmo invitato per salire sulla macchina che inseguiva, con la cinepresa, i veicoli nelle scene d’azione... Non per un “thrill ride”, ma solo per farne parte. Di tutto. Portava il suo computer portatile sul set, sul quale ci mostrò due cortometraggi ancora in lavorazione. Non mi sono mai sentito così vecchio come quando guardavo Heath esplorare il suo talento. Quella notte gli feci un'offerta - credendo che non mi avrebbe preso sul serio - : avrebbe dovuto sentirsi libero di venire sul set quando aveva del tempo libero, così da poter vedere cosa stessimo combinando. Quando ti trovi nella sala montaggio dopo aver completato le riprese di un film, ti senti responsabile per un attore che si è fidato di te. Quando abbiamo iniziato con il mio montaggio, non sapevo quale “take” fotogramma, spezzone scegliere, cosa omettere. Immaginavo la proiezione durante la quale gli avremmo mostrato il film completato, seduto magari tre o quattro file dietro di lui, ad analizzare i suoi gesti per sapere cosa ne avrebbe pensato. Ora quella proiezione non si realizzarà mai. Ma lo vedo ogni giorno nella mia sala montaggio. Studio il suo viso, la sua voce. E mi manca troppo. Ritornati sulla LaSalle Street (Chicago), mi giro verso il mio assistente e gli dico di tenere fuori dal campo visivo il ragazzo con lo skateboard quando ho capito che era Heath, con un cappello di lana abbasato fino ai suoi occhi, nell suo giorno libero dopo aver pensato alla mia offerta. Non posso che sorridere". Se ne vanno sempre i più promettenti...straordinarie le sue interpretazioni in Candy e Brokeback Mountain. E' un gran peccato davvero, con Joker la sua carriera sarebbe quasi sicuramente decollata.
1月12日 23 Gennaio...Tim Burton all'AuditoriumNon che sia un grande amante del regista, anzi, conosco molto poco il suo cinema avendo visto credo solo Ed Wood (bello), però andare a questo tipo d'incontri è sempre una bella esperienza (vedi Jarmusch e Cimino). Quindi io e mio cugino abbiamo preso due bei biglietti in platea.
Da oggi i biglietti li vendono anche su listicket ma credo che nel giro di uno o al massimo due tre giorni finiranno. 1月10日 Halloween...di Rob ZombieH A L L O W E E N
Ciò che mi sento di dire è che il film è inferiore all'ultimo lavoro del regista. Nonostante questo non sono affatto rimasto deluso per alcuni motivi:
1) Non conoscendo il film di Carpenter non mi aspettavo capolavori e cose varie.
2) Zombie ha confermato di essere un bravo regista, orignale e promettente, soprattutto nella prima parte in cui gli occhi del giovane protagonista sono riusciti nell'intento di trasmettere paura, angoscia e tormento.
3) Alcune sequenze sono ancora ben impresse nella mia mente (il massacro della famiglia; la corsa sfrenata nel corridoio della scuola; l'immagine di Mike che attende di nascosto, da perfetto serial killer, la sua prima vittima; l'agghiacciante scena della forchetta nel manicomio).
4) Mi fa impazzire infine il modo in cui Zombie mescola soundtrack e immagini...che poi è un pò la stessa cosa del punto 3.
Attendiamo a questo punto la tua prossima fatica caro Zombie...sperando in una sceneggiatura più importante e coinvolgente visto che sul piano tecnico/tattico/registico siamo su alti livelli. 12月27日 Rocky Balboa...Solo un Mito può mettere fine ad una Leggenda
ROCKY BALBOA
Ecco che analogie e parallelismi con il primo capitolo della saga risultano evidenti quando Rocky al tappeto ricorda a se stesso che l’importante nella boxe, come nella vita, non è la potenza con cui colpisci ma la capacità con cui incassi i colpi e ti rialzi. Come nel memorabile e leggendario combattimento contro Apollo Creed, Rocky esce sconfitto ai punti, restando comunque in piedi fino al suono dell’ultima campana raggiungendo caparbiamente l’ obiettivo prefissatosi in partenza. Stallone, in grande spolvero sia davanti che dietro la macchina da presa, ha dimostrato di avere la forza e il coraggio di portare avanti un progetto in cui pochi credevano convincendo pubblico e critica regalandoci una pellicola intima e pregna di umiltà. Degna, coinvolgente, e per nulla patetica la conclusione della saga ideata dallo stesso Sylvester Stallone, grazie alla quale l’animo, la sincerità, e lo spirito di Rocky Balboa rimarranno per sempre nei nostri cuori. 12月17日 Milan - Boca 4 a 2RossoNeri SUL TETTO DEL MONDO
A 17 anni di distanza dalla conquista dell'ultima Coppa Intercontinentale il Milan torna di nuovo di prepotenza sul tetto del mondo. I Rossoneri portano a casa meritatamente la quarta Coppa Intercontinentale, o Coppa dell'Amicizia per usare un termine caro a Mancini, che va ad aggiungersi alle "misere" sette Champons League e agli altri sette "poco importanti" trofei Internazionali. Come l'Italia a Berlino anche il Milan è per la quarta volta Campione del Mondo. Il Boca, fin dal primo minuto, è sembrata essere una squadra un pò troppo morbida e fragile, incapace di tamponare o quantomeno arginare le accelerazioni dello scatenato Pallone D'Oro che ha perforato alla sua maniera l'allegra difesa argentina segnando 1 gol e regalando 2 baci perugina (si può dire così invece che assist ???) all'elettrico "scusate ma segno sempre io" Pippo Inzaghi che non ha dovuto far altro che depositare nel sacco la sua ennesima perla europea.
Al Milan va il merito inoltre di averci creduto in un momento non particolarmente felice della stagione, e di aver tirato fuori lo smocking per la serata di gala dopo una semifinale giocata giustamente, col senno di poi, al risparmio. A Ronaldo, versione Lenny Kravitz, va invece il merito di aver stupito tutti tirando fuori dalle tasche una mini videocamera per filmare opportunamente la festa dei compagni.
Ora sotto con gli ottavi di Champions e con la rincorsa al quarto posto...
Forza Milan in Coppa e Forza Roma in Campionato, anche se l'Inter purtroppo è già a +7 dopo solo sedici giornate!
Dai Ronaldo, torna Fenomeno...
12月15日 This Is England...The best movie of the RomeFilmFest 2006Come purtroppo spesso accade, ancora una volta nel nostro Paese si è persa l’occasione di dare visibilità ad una pellicola meritevole che nella 1° edizione della Festa del Cinema di Roma aveva scosso ed emozionato gran parte del pubblico presente in sala ottenendo anche un importante riconoscimento come il Gran Premio della Giuria. Il film in questione è il non conosciutissimo ma toccante This is England, che oggi, a più di un anno di distanza dalla proiezione romana di ottobre, inspiegabilmente non ha ancora trovato una distribuzione nel territorio nazionale. La storia raccontata da Shawn Mewds, molto forte e cruda, forse non avrebbe spinto il grande pubblico ad accorrere in massa nelle sale, soprattutto nel periodo natalizio dei cine-panettoni di Boldi e De Sica, ma certo è che lo spessore, i temi trattati, e la vetrina delle Festa Romana avrebbero potuto convincere qualche distributore coraggioso a diffondere il film per la gioia degli spettatori amanti del buon cinema. In Italia tutto ciò è da considerarsi una pura utopia, e in questo caso, se mai ce ne fosse stato bisogno, ne abbiamo avuto un’ulteriore conferma. Veniamo ora al film.
Attraverso gli espressivi occhi del dodicenne Shaun, interpretato magistralmente da Thomas Turgoose alla sua prima esperienza cinematografica, il regista Shane Meadows ci racconta in maniera forse autobiografica l’Inghilterra anni ’80 della Tatcher. Shaun ha perso il padre nella guerra contro l’Argentina ed ora vive da solo con la madre in un piccolo paesino dello Yorkshire. Il giovane protagonista, per via delle sue nuove amicizie e soprattutto per “onorare” la scomparsa del padre, compirà un imprevisto e alquanto pericoloso percorso che lo porterà a crescere in fretta e ad affrontare questioni inusuali per un ragazzino della sua età. La guerra, la violenza, l’odio profondo verso gli “invasori della patria”, il razzismo degli skinheads, il nazionalismo e la conseguente lotta per imporre e difendere le proprie ideologie, sono elementi che si mescolano perfettamente andando a dipingere un amaro ritratto di parte della gioventù inglese di quel periodo storico. La forza della pellicola, oltre agli aspetti già citati, alle straordinarie performances degli attori e all’abile e sapiente uso della soundtrack, sta nel modo in cui il regista riesce a far emergere anche i lati positivi e umani dei cosiddetti “violenti” che per certi versi mostrano apertamente le proprie paure e le proprie debolezze. L’epilogo del film, con Shaun in riva al mare che guarda dritto in camera (o che guarda metaforicamente in faccia la realtà, chi lo sa…) dopo aver compreso la gravità degli errori commessi, rappresenta a mio avviso la volontà del regista di comunicare un certo tipo di messaggio, o meglio d’infondere, nonostante tutto, un briciolo di speranza nello spettatore. ONORA IL PADRE E LA MADRE
D e x t e r
semplicemente una delle sigle più belle di tutti tempi...
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